Legal Prompting - Redigere informative privacy con l'intelligenza artificiale
S01:E03

Legal Prompting - Redigere informative privacy con l'intelligenza artificiale

Episode description

Come usare l’intelligenza artificiale per lavorare sulle informative privacy senza perdere il controllo giuridico. Tre operazioni concrete: verificare la completezza rispetto all’articolo 13 del GDPR, semplificare il linguaggio nel rispetto dell’articolo 12, adattare un’informativa base a contesti diversi come dipendenti o app. Per ogni operazione, un esempio di prompt strutturato. Con le tre premesse del Legal Prompting: supervisione umana, quadro normativo e scelta dell’infrastruttura.

Episodio 3 della serie Legal Prompting — NicFab Podcast.

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Bentornati al podcast in NicFab dedicato al legal prompting. Sono Nicola Fabiano e questo è il

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terzo episodio. La volta scorsa abbiamo visto come analizzare una decisione di un'autorità

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garante con un prompt strutturato. Oggi facciamo il passo successivo. Non analizziamo più un

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nostro. Parliamo di informativa privacy. Il problema? Scrivi un'informativa privacy per

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il mio sito. Quanti lo hanno già chiesto a un modello? Il risultato sembra un'informativa. Ha

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i titoli giusti, scita gli articoli giusti, usa il tono giusto, ma dentro non c'è niente. I

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trattamenti sono generici, le basi giuridiche sono copia e incolla, i tempi di conservazione

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quando ci sono sono inventati. Il punto è semplice. Il modello non sa cosa fate con i

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dati. Non lo può sapere. Lo sapete voi. Allora a cosa serve? Serve per tre operazioni concreti

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che vi mostro con i relativi prompt. Prima operazione. Verificare la complettezza. Avete

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già un'informativa. Magari l'ha scritta un consulente, magari l'avete ereditata. Volete

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sapere se manca qualcosa. Questo è un lavoro perfetto per il modello. Confrontare un testo

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con un elenco di requisiti. Il prompt è il seguente. Agisci come un dpo con esperienza

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in audi gdpr. Ti fornisco un'informativa resa ai sensi dell'articolo 13. Verifica se contiene

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tutti gli elementi richiesti dal paragrafo 1 e dal paragrafo 2. Per ogni elemento indica

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presente, assente o incompleto. Se incompleto spiega cosa manca. Risultato informato tabellare.

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Incollate il testo e avrete una mappa dei requisiti. Però, attenzione, il modello vede la

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forma non la sostanza. I dati saranno conservati per il tempo strettamente necessario. Il modello

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lo segna come presente. In realtà non dice nulla. Quindi la tabella è un punto di partenza non un

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elemento segnalato come presente va comunque riletto con occhio critico. Seconda operazione.

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Semplificare il linguaggio. L'articolo 12 del gdpr lo dice chiaro. Linguaggio semplice, forma concisa,

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contenuto intelligibile. Ma quanti informativi rispettano davvero questo requisito? Poche. E

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quando non lo rispettano, l'informativa stessa diventa un problema di trasparenza. Il prompt è

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riscrivi questo paragrafo di un'informativa in linguaggio chiaro adatto a un utente non esperto,

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mantieni la precisione giuridica dove servono termini tecnici, aggiungi una spiegazione tra

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parentesi, tono professionale non burocratico. Funziona bene soprattutto sulle basi giuridiche

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e sui trasferimenti extra ue. Ma leggete sempre il risultato con attenzione. Il modello per

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il testo più scorrevole potrebbe tagliare qualcosa di importante. Per esempio potrebbe

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semplificare il legittimo interesse senza menzionare il bilanciamento con i diritti

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dell'interessato. E quello non è un dettaglio. Terza operazione. Adattare a contesti diversi.

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Avete un'informativa solida per il sito web. Ora vi serve quella per i dipendenti,

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o per un'app, o per un nuovo servizio. Il modello può aiutarvi, ma dovete dargli

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voi le informazioni specifiche. Il prompt è il seguente. Ti fornisco l'informativa per il sito

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web. Devo produrre la versione per i dipendenti. I trattamenti sono gestione del rapporto di

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lavoro, buste paga tramite il fornitore X, videosorveglianza con conservazione di 72 ore,

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presenze tramite badge. Adatta l'informativa con questi trattamenti, le basi giuridiche e

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tempi di conservazione. Mantieni la stessa struttura e lo stesso tono. Vedete? Ho dato io

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i trattamenti, i fornitori, i tempi. Non ho chiesto al modello di indovinarli. Se non glieli

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date, l'inventa. E un'informativa con trattamenti inventati è peggio di non averla, perché crea

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un'apparenza di conformità che non corrisponde alla realtà. Le tre premesse. Come sempre,

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le tre premesse del primo episodio. Supervisione umana. Un'informativa redatta o rivista con la

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AIVA riletta integralmente prima della pubblicazione. La firma è del titolare, non del modello. Quadro

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normativo. Nel pronti per i dipendenti avete condiviso fornitori e processi interni. Se il

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modello è in cloud, quei dati stanno transitando verso un terzo. Verificate prima il data processing

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agreement con il fornitore. Infrastruttura. Le mie considerazioni conclusive, le mie

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considerazioni conclusive se trattate dati particolari, valutate un modello locale. La

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struttura dei vostri trattamenti è un'informazione che a valore non deve necessariamente finire su

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un server altrui. Osservazioni conclusive. Verificare, semplificare, adattare. Tre operazioni

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dove l'AI aiuta davvero se le guidate voi con dati reali e verificate voi il risultato. Questo

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è legal prompting applicato alle informative, non una scorciatoia ma un metodo. Il modello assiste

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ma il giudizio professionale resta vostro. La prossima volta parliamo di RAG, Retrieval,

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Augmentation e Generation. Cos'è? Perché non è legal può essere molto utile e perché se mal

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configurato diventa un rischio serio. Iscrivetevi alla newsletter su nicfab.eu. Grazie per

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l'ascolto. Al prossimo episodio.