Legal Prompting - Chain-of-thought e few-shot prompting nel legal
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Legal Prompting - Chain-of-thought e few-shot prompting nel legal

Episode description

Due tecniche cambiano il modo in cui il modello affronta un problema giuridico: il chain-of-thought — la richiesta esplicita di esporre i passaggi logici prima della conclusione — e il few-shot prompting — fornire due o tre esempi ben scelti per orientare formato e metodo della risposta.

In questo episodio vediamo:

  • come strutturare un ragionamento passo-passo con un esempio concreto sul trasferimento dati extra-UE (Capo V GDPR, Schrems II);
  • come scegliere gli esempi nel few-shot senza introdurre bias;
  • come combinare le due tecniche per l’analisi di provvedimenti complessi;
  • i tre limiti da conoscere: lunghezza del contesto, bias degli esempi, plausibilità che non è correttezza giuridica;
  • perché documentare prompt, esempi e verifica è già governance dell’AI.

Chain-of-thought e few-shot non sono trucchi: sono il modo in cui traduciamo il nostro metodo giuridico in istruzioni comprensibili per il modello.

Nel prossimo episodio applicheremo queste tecniche all’analisi di contratti e clausole.


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Benvenuti a Legal Prompting, il podcast dedicato al metodo giuridico nell'era

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dell'intelligenza artificiale. Sono Nicola Fabiano. Nell'episodio precedente abbiamo

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parlato del RAG e dei suoi rischi in ambito legale. Oggi facciamo un passo avanti. Parliamo

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di due tecniche che cambiano il modo in cui interagiamo con i modelli, il chain of thought

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e il few-shot prompting. Partiamo da una premessa. Un modello non ragiona come un giurista. Produce

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risposte plausibili, non conclusioni motivate, ma possiamo orientare il suo processo con

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tecniche precise. Vediamole una alla volta. Il chain of thought è la richiesta esplicita

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di esporre i passaggi logici prima della conclusione. Invece di chiedere semplicemente

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questa clausola è valida, chiediamo esamina la clausola passo per passo. Individua la

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disposizione applicabile. Verifica i presupposti e valuta le eccezioni. Solo dopo formula la

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conclusione. Facciamo un esempio concreto. Abbiamo una clausola di trasferimento dati

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extra ue. Invece del quesito secco strutturiamo il ragionamento. Primo, identifica la base

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giuridica del trasferimento ai sensi del capobito del GDPR. Secondo, verifica le garanzie adottate.

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Terzo, considera la giurisprudenza SHEREMS 2. Quarto, concludi sulla compatibilità. Il risultato

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cambia già da subito. Il modello esplicita il percorso. E questo ci permette di verificare

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dove il ragionamento si regge e dove invece scivola. È la differenza tra un'affermazione

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e un'argomentazione. Attenzione però, il chain of thought non garantisce che il ragionamento

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sia corretto. Garantisce solo che sia esplicitato. Il modello può costruire passaggi logici coerenti

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basati su premesse sbagliate. La nostra verifica rimane indispensabile. Passiamo al few short

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prompting. Qui forniamo al modello alcuni esempi di come vogliamo che risponda prima di porgli il

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quesito vero e proprio. Due, tre, al massimo cinque esempi ben scelti. Nel contesto giuridico funziona

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così. Vogliamo che il modello analizzi una decisione del garante seguendo una struttura

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precisa. Gli mostriamo prima due o tre analisi già fatte con quella struttura. Poi gli sottoponiamo

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la nuova decisione. Il modello tende a replicare il formato. La qualità degli esempi è tutto.

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Esempi generici producono risultati generici. Esempi precisi con il linguaggio tecnico corretto

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e la struttura argomentativa che ci serve producono output molto più allineati. È una

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forma di istruzione per mostra non per spiegazione. Le due tecniche si possono combinare. Possiamo

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fornire esempi di ragionamento chain of thought già strutturato in modalità few short. Il modello

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impara sia il formato sia il metodo. Per l'analisi di provvedimenti complessi è spesso la combinazione

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più efficace. Passiamo ai limiti. Il primo è la lunghezza del contesto. Ogni esempio occupa spazio.

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Su documenti lunghi dobbiamo bilanciare il numero di esempi e la complessità del testo da analizzare.

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Il secondo limite riguarda il bias. Se tutti i nostri esempi seguono una certa interpretazione,

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il modello lo applicherà anche dove non è appropriato. Gli esempi plasmano il ragionamento,

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non solo la forma. Scegliamo esempi rappresentativi non comodi. Il terzo limite è il più insidioso.

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Un ragionamento esplicitato sembra più affidabile, ma la plausibilità non è correttezza giuridica.

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Un'argomentazione ben costruita sulla norma inesistente resta un'allucinazione solo più

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convincente. Una cautela pratica. Quando usiamo queste tecniche per lavoro legale reale documentiamo

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tutto. Il prompt, gli esempi, l'output e la nostra verifica. E' parte della governance dell'uso

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dell'IA e sarà sempre più rilevante con l'IACT. Un'ultima considerazione. Chain of thought e

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few shot non sono trucchi. Sono il modo in cui traduciamo il nostro metodo giuridico in

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istruzioni comprensibili per il modello. Più il nostro metodo è chiaro, più le tecniche

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funzionano. Nel prossimo episodio applicheremo queste tecniche all'analisi di contratti e

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versioni e quali limiti restano comunque fuori dalla portata del modello. Grazie per l'ascolto.

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giuridico nell'era dell'IA. Ci sentiamo al prossimo episodio di Legal Prompting.